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TEST DELLA MASCHERA

Come già visto nel post l’universo ci sorride, qualcosa dentro la nostra testa ha la tendenza a farci vedere volti anche dove non ci sono.

Le persone sane vengono ingannate dall’illusione ottica conosciuta come la “maschera cava”(a sinistra) al contrario delle persone che soffrono di schizofrenia che non cadono in questo inganno visivo perché le aree sensoriali del cervello funzionano in modo differente.
Quando le persone guardano la maschera cava hanno l’impressione di vedere la faccia concava, la parte posteriore della maschera, come se fosse una faccia convessa vista di fronte.
Come vedremo nel video “Illusione della maschera di Charlie Chaplin” questa illusione è dovuta a un meccanismo del nostro cervello che cerca di dare un senso a ciò che vede. Trovare un punto di unione tra ciò che vede (elaborazione bottom-up); con quello che si aspetta di vedere (elaborazione top-down).
Il processo top-down del cervello ha immagazzinato al suo interno dei modelli di ricordi. Questi modelli nella nostra testa hanno delle facce che escono ogni volta che vediamo qualcosa di simile a un volto: ma può portare a i ignorare dei segnali visivi come ombre, curve o altri tipi di informazioni che posso indicare che siamo di fronte esattamente il contrario.L’illusione funziona soltanto per le facce e non è applicabile ad altri tipi di oggetti, è talmente potente che il cervello di fronte a questa ambiguità tende, anche se di fronte alla dimostrazione della realtà a vedere la faccia come fosse convessa.
Gli schizofrenici comunque non sono gli unici a vedere la faccia concava, anche in casi di soggetti ubriachi drogati o sotto l’effetto di farmaci l’illusione viene meno.
L’esperimento
Due ricercatori Danai Dima e Jonathan Roiser della University College di Londra hanno cercato di capire perché le persone schizofreniche non vengono ingannate da quella illusione ottica. 13 soggetti affetti da schizofrenia e 16 soggetti sani sono stati monitorati con uno scanner che misura l’attività del cervello mentre gli venivano mostrate immagini tridimensionali di volti concavi e convesse; il risultato è che solo i pazienti schizofrenici hanno riferito di aver visto facce concave.

Per capire meglio il fenomeno basta vedere il video sottostante dove per la prima volta Richard Gregory, professore di neuropsicologia all’Università di Bristol descrive l’importanza dell’esperienza pregressa nella percezione visiva.

Qui di seguito un esempio di test della maschera

>TEST DELLA MASCHERA 1

>TEST DELLA MASCHERA 2

(questi sono test amatoriali realizzati da noi studenti dell’ITIS)